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Sociale 25 febbraio 2012 · lettura 1 min · 3398 letture

Rabbia

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Come Lince solitaria e silenziosa piombi improvviso sulla preda indifesa; con sguardo bonario avverti l’insano impulso e, indossata la maschera rubi l’ignara carezza a un dolce bambino. Maledetto il giorno che t’incontrò, giorno senza stelle, luce, armonia. Come il leone che cade nella fossa e, col suo ruggito muore il male ti circonda e ti precipita nel cuore. Urlo invano la mia rabbia perché di un altro dolore ne vedo la faccia. Perché ti è dovuto questo cielo, questo chiarore se sul tuo cuore non c’è traccia d’amore? Dentro l’immensa pace marmorea, dove non più s’ama, non si sogna, non si pensa, dove nulla si muove, neppure là orco funesto troverai pace. Il nostro sdegno ti morderà quello che resta del tuo immondo cuore.
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Liberi dal mostro che spesso è vicino a noi. Sà mascherarsi bene e, trova nel suo delirante pensiero ogni ragione per giustificare il suo comportamento. Mai si pente.

L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (5)

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C

una profonda riflessione, si mascherano bene questi scellerati, vili, che uccidono la purezza dei bimbi, apprezzata

Cinzia Gargiulo25 febbraio 2012

Spesso i mostri si nascondono in famiglia e le cose vengono taciute e questo è un fenomeno vecchio come il mondo, purtroppo Poesia forte come lo è il tema, molto apprezzata.

L'innocenza violata per sempre, senza alcun ritegno. Il modo più indegno per trattare un innocente, che da quel giorno non potrà mai più essere lo stesso... Nessun perdono, dice l'autore ed io che odio la violenza in ogni sua forma, faccio eccezione per tali delitti che meritano una dura e lunga condanna.

antonio alberto fiorino26 febbraio 2012

Forse si pente... ma poi ripropone le sue gesta insane... e ogni volta si pente... il suo delitto lo consumerà senza perdono e bandito da qualsiasi cuore perché la sua anima è già morta... bella poesia complimenti

E
Emanuela14 gennaio 2018

Contraccambio il tuo giudizio commentando questa tua sulla pedofilia che è peraltro un argomento parecchio ostico. Che dirti? io di queste tematiche preferisco non occuparmi e non saprei dirti se mi hai trasmesso l’orrore che un bambino vittima di abusi potrebbe provare. Però so che il tuo componimento è ben scritto e nello sdegno che fatti questi non sempre vengono effettivamente puniti ed il prezzo pagato dalla vittima ricade poi inevitabilmente su tutta la società.