Non gioco più

Piccole lanterne nascoste,
in angoli bui
tra labirinti intricati
dentro ai quali fiatare è proibito.
Orbite perse rimbalzano nel vuoto.
Pozzi di lacrime, fango;
dove la fiducia sprofonda
e la solitudine abbraccia.
Lacrime come orologi
scandiscono attimi eterni,
contano i passi; ma trovano porte chiuse.
Il suono delle chiavi nell'unico sprazzo di luce,
macina ricordi indelebili.
Lucciole spente da un soffio
che alita potere
sputando immondizia.
Marionette di pezza logorate,
manipolate da giganti,
gesticolano incredule
in quel palco che puzza di marcio...
Anime terrorizzate,
timide primule
affacciate al tiepido sole di primavera
annientate da rottami vigliacchi,
non vogliono più recitare...
Piangono,
pretendono il diritto di esser
semplicemente bambini.
Ora finalmente
NON GIOCANO PIU’.
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Commenti (2)
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carla composto1 marzo 2012
il diritto di essere bambini... ora NON GIOCANO PIU' autrice che con estrema delicatezza e bravura ha toccato questo ripugnante tema...
Ausilia Giordano3 gennaio 2013
Condivido pienamente il tuo messaggio- considerazione. Il problema più grave è che la giustizia non fa quasi niente per eliminare questa piaga, anzi, la fomenta di più, perché mette subito in libertà tali tipi di delinquenti. "Menti malate", si dice, ma nulla si fa per guarirle. Questo commento vuol essere anche UN GRIDO CONTRO TALE OBBROBRIO!

