Quest'andare
Giovanni Perri
487 poesie pubblicate
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Preferisco tacere dei numeri
Preferisco anche parlarne ma senza toccarli
Se vogliamo anche noi siamo numeri
E’ un numero il cipresso
Che declina i dolori
La goccia d’acqua, la rondine nel cielo
Talvolta sono sogni verdi nell’azzurro
(Non più di un’abitudine divina)
E’ l’erba, l’alga, l’alba, il venditore di limoni sonnolento e il suo carretto
Talvolta sono nuvole
(Piaghe del firmamento, trame elettriche di baci secchi scombinati)
Io sono vivo di materia viva e scrivo versi che non hanno numeri
O forse sono foglia
Bugie tramate sul palmo di una mano
Talvolta sono dolori
(Foreste di conifere)
Colori, sapori, odori, rumori
sono carezze anche le occasioni
Talvolta sono i ponti sul fiume Arno
(Archi e cembali corsivi, vuote labbra frugali, pensieri bagnati come ricordi, questi affluenti ferini della notte)
Talvolta sono i libri
(Infinite regioni cerebrali)
Perché per essere vento è vento
(ma non ha segni febbrili)
è come se alzasse pattumiere
di carta da forno
(e non sono mani queste sono ossa
e questa non è un'attesa
ma un sudario
e quest'andare non si sa dove e come)
Talvolta è la notte
Ora sottratta o addizionata ora raccolta in una sacca
Ora che non ha ore
Talvolta è il coraggio
fanalino di coda dei sogni
Talvolta sono sogni verdi nell’azzurro
(non più di un'abitudine divina)
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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