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Introspezione 26 febbraio 2012 · lettura 1 min · 2059 letture

Un candido dolore

Antonella Scamarda 275 poesie pubblicate
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Non temere il vento improvviso che turba la mia voce quando il tuo respiro inerte s'addormenta sul grido perennemente insonne del mio cuore. Temi la bora che strina il mio silenzio quando l'ali piegate spiumeranno lungo i fianchi, tremanti di stanchezza. Oggi ho lacrime ancora e ancora nevi, da sciogliere nel fiume impetuoso del mio petto. Temi la rugiada che non saprà cadere sulla rosa se il freddo gelo dell'indifferenza inaridisse gli occhi. Se la memoria indugia arde e tace non temere la tristezza che asciuga le parole. Temi la ruggine sul muro dell'oblio il ragno che tesserà il tuo nome con fili d'amarezza. Sei respiro e silenzio oggi lacrime e neve la piena di un fiume da guadare. Sei azzurro senza fine su un candido dolore. Oggi sei cielo dov'io mi levo, senza poter volare
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In un carcere muoio, e non posso morire...(C. Muscetta) Ninotchka

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Antonella Scamarda
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Commenti (2)

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Rita Minniti27 febbraio 2012

Una sorta di rassegnazione è quanto si riesce a percepire tra questi versi, dove persino il dolore diventa carezzevole, così incisivamente descritto, così magnificamente sentito, nonostante, la tristezza che accompagna ogni parola, ogni pensiero. Un dolore profondo, troppo ancorato all'anima, per riuscire a cercare uno spiraglio di luce, dove neppure il vento potrà mai sfiorarlo o portarlo via. Dove neppure il respiro potrà mai respirare perchè tacerà nel silenzio, laddove tentare di volare non serve se, neanche le ali, sanno più volare. Tremendamente bella e sentita fin dentro il cuore. Complimenti!

Francesco Rossi17 luglio 2014

Bellissima poesia ma a parer mio la rabbia genera l'indifferenza.