Oltre la corte

Ci venni ad abitar sposo novello
in queste case appena edificate
nuove e lucenti
che me aspettar parean
Due stabili sei scale un gran cortile
il cui lato più lungo
da un lungo ed alto muro cinto
E in cima c'era un sito
gran parte campo aprico
ed un mulino nel suo interno ascoso
E il campo era un giardino
con alberi fruttuosi ed un vigneto
una siepe coi prunelli
e un sorbo pien d'uccelli
Ed un vecchietto c'era
sempre su quelle piante all'opra
Profumo di campagna
dell'Urbe quasi al centro
Un eden nel cemento!
Poi fu tutto spianato
ed or sul campo insiston
enormi fabbricati
mentre il mulino è ormai
meccanizzato
La dove c'era l'erba
c'è... ora il selciato
Più non vi giunge l'asino
e il carretto
ma vi si industria il camion
col muletto
E ancor palazzi sorti tutt'intorno
tal ch'io non più non potei
mirar tramonto
Ancor più in basso è adesso
casa mia
e lungi è periferia!
Tutt'uno è divenuta con l'industria
dei mezzi i rombi, grida mali odori...
Oh, come vorrei proprio starne fuori!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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