La Luce del Giardino

Voglioso è l’ingresso del giardino
all’arco di glicini e bouganville,
con sul fondo il cotto di fontana
che, tra verdi fronde arrampicate al muro,
fa bella posta zampillando dalla bocca energia vitale.
Dolce è il mattino dove il solitario ibrido cardellino,
cantando Primavera, offre
all’orecchio un fedele ritornello,
mentre l’albero d’arancio usando
il suo linguaggio profuma ancor di più.
Governano i piccoli felini il territorio
dove furtivo cala il merlo che, nell’attesa
dei prossimi chicchi d’uva, da Madre Terra
becca un succoso rosso verme.
Nel piccolo viale, sotto il tetto di limoni,
i passi di sapienza convivono del Nilo i gigli bianchi
che, puntando dritti al cielo tra i rami di bignonie e rose,
invocano con lo candore il bene per l’Umanità.
Sul quadrato di cemento governa il pallone il fanciullo calciatore,
ricordando i goal di sua partita, sotto lo sguardo del papà vecchio
che di cuor gioisce, quando alla pausa del gioco a lui domanda
dell’ Universo, della Vita e del Creato,
mai dimentico delle lezioni avute.
Mimetizzato il grillo è al mandarino
per tener lontana la cattiveria umana dal giardino.
Sul tal rami sale il biondo nipotino
contento d’ esser visto per sua postura;
lì fa gioco di vedetta, iniziato al suo domani.
Nel luogo ameno, dai tanti fiori colorati,
fa volare il nonno saggi pensieri d’amore verso le stelle,
a lui augurando di esser un giusto.
E alzando gli occhi al capo del fanciullo, per goder del suo sorriso,
vede brillar il primo raggio di sole del mattino.
Giuseppe Izzo
©
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