Clavicembalo Amaro
Nicola Morante
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Vagabondo senza scopo,
occhi garanti d'odio,
sinistro evento, dopo
che la vita si inarca nel tuo IO.
Senza fama né vendetta,
sudi e cerchi di appropriarti della vetta,
finito il gioco del tuo cuore,
sprigioni il tuo onore.
Il grande ceffo oscuro
sussurra alle tue porte,
assapori l'incesto del solfuro,
sfinito, cerchi di affidarti alla tua sorte.
La sua candida melodia smielisce il tuo bene,
la dama bianca come il carbone sprigiona insensatezza,
cerca l'inettitudine nel giusto che sconta le sue pene,
tormentata dal suo virus, estingue la bellezza.
Il tormento del freddo tanto caro,
riconduce i fanti
ai tanti sepolcri del clavicembalo amaro,
il suo strumento è stato dai diamanti lacerato,
inabissato dall'amore non ricambiato,
rifiutato dalla morale che ha rinnegato,
aborrito dall'orchestra che ha odiato,
immerso nel veleno che lo ha generato,
riposa arcaico orrore degenerato.
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Nicola Morante
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