Baciami padre
Baciami padre
bacia la mia viltà
questo senso di smarrimento
di non sapere superare
quel sottile sbarramento
tra l'inutilità e l'abbandono.
Abbracciami padre
le tue mani sono rami
piene di croste e di aghi
li sento conficcati nel mio petto
mentre ascolto il vociare
del tuo mare morto
il vuoto lamento di un lebbroso
che si lecca le ferite
in una sala d'aspetto,
l'ululare di un cane
che piscia sulla radice
di un albero senza più foglie.
Baciami padre
bacia il mio sgomento
bacia le mie lacrime
che piangono la fine di un leone.
Non rimane che l'ultima esaltazione
il movimento impazzito
della coda di una lucertola
che chiede pietà
al corpo in decomposizione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!