Follie di donna

T'apro nel mio esser donna
la porta di una casa
e ospite d'onore
a te io offro
quel che ho nella tavola mia
e anima e occhi
e giorni illimitati
Quando tu bussi
non basta eretto fiore
perché sia amore
a versare
e acqua e vino
e ci divida il pane
Se langue di poesia la luna
e nel divorarsi è zona d'ombra
che incerto lascia un sentimento
E te ne vai
e forse torni
ma già non so
se il mio giardino è il tuo paradiso
Di una estate
il caldo del tuo corpo
che sul mio accende il fuoco
gli odori
di quegli umori
che sudando si fanno forti
e di una primavera di carezze d'occhi
i campi miei di grano
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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