Umbradamas

identica predestinata sorte
l'era del diamante al buio;
al centro della piazza
le ombre sembravano miele
su mucchi di terra
era cresciuta un’erba straniera
colore dell'enigma,
parvenza d'assoluto
ogni spazio di marmo
assorbiva voci nascoste
e poi guizzavano fiori, piccole notti,
come lame sguainate
vagavano insieme sguardi
di chi mangia rugiada
solo due passi senza vento
e nulla sarebbe tornato
cielo che migra
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!