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Amore 7 marzo 2012 · lettura 2 min · 5546 letture

I tuoi ritratti

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Tuttavia... come di un pizzo il velo che il viso ricopre palpebre al cielo, e le tue dita... sottili, come immensa bianca candida la tua pelle. Ho graffiato i miei dipinti –distrutti- E baciato i tuoi ritratti. Ho voluto strapparmi le pupille dalle mani, pur di dare cecità al mio petto sfregiato. Ti ho voluta semplice, con il collo girato, verso una finestra e un paesaggio di sole che non mi appartenevano. Ti ho voluta –non mia- per la mia pazzia, semplice, come il coro che le bambine hanno ogni domenica mattina in testa, sull’altalena all’uscita dalla messa. Come quel nero di cui mi vesto, uomo senza chiesa, non ho voluto toccarti -sporcarti- quel colore che non ha colori che riveste e risplende, e i tuoi occhi, se solo una volta avessi osato guardarti sarei svenuto, tiepido, o forse in febbre, amputato dal sogno e dalle tue nere ciglia. Del suggellato il mio pianto senza sensi, senza ricordi, o così ho voluto sperare, come un anziano viandante senza passato. Ho nascosto ogni tua te, immortalata all’alba con quei ricci -quei ricci ribelli che di nascosto, quando dormivi, li sfioravo con il palmo di una mano che ancora riusciva a vedere-, ogni tua te quando al tramonto alzavi le braccia e le spalle, le tue, ascoltavano le lenzuola del letto. Dicevi che non volevi tornare a casa, dicevi che qui, dove io mi segregavo, qui, ti piaceva, dicevi che sapevi del mio affetto, perché non ti baciai, perché non ti strinsi né ti abbracciai come invece seduto, sulla sedia di legno, davanti alla tela, nel mio pensiero, alla tua ingenua insaputa, io ti adoravo e ti tenevo a me ogni volta che stendevo tempera e riempivo della tua luce le tue linee. Ho corso, solo poi, quando il tuo addio improvviso, era un treno costretto a partire, troppo presto, troppo veloce, ho corso perdendo acquerelli per le strade, ho corso spargendoli come graffiti per i muri e le città, come lacrime verdi e gialle ed io solo ora, oso guardarti negli occhi baciando i tuoi ritratti.
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Commenti (1)

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carla vercelli7 marzo 2012

La poesia mi ha attirato sin dal titolo e l'ho trovata stupenda, ma mi è anche venuto il dubbio leggendola che la sensibilità di chi l'avesse scritta fosse quella di una donna e alla vigilia dell'8 marzo sono contenta di aver avuto la conferma che è così. Complimenti!