Ricordi di Nebbia (Nel deserto ad est di Farah…)
marco proietti
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Sarò passato, senza musica se non un boato,
come un aquilone impigliato nei cipressi
o come il vento stretto nella gola
di un passo deserto di montagna,
io soldato, sarò disperso, per una guerra che non si dice,
come nebbia di Agosto tra le dune,
una lacrima di tristezza a scendere
sulla tela bruma e chiusa di un ombrellone,
sarò disilluso e stanco,
e la luce non rifletterà brividi,
né ansie nascoste in attesa di occasione,
non avrò scampo
nel prossimo inverno sarò nebbia,
un quadretto di fosche tinte
relegato nei recessi della memoria,
se sapessero il mio cuore invece, com’è gonfio di vele
e mare montato a dismisura
come panna e grano e acqua azzurra di diamante
nel quale tuffare la bellezza
e stringere la sapida poesia dell’avventura,
mi sento nebbia, dispersa dove cerco una carezza,
non ho braccia, né gambe
e forse neppure più un cuore,
con la sabbia che riempie la mia bocca
nessun sogno che in sorte mi tocca,
soltanto pensieri, che si elevano e ridiscendono
ricordi bianchi e filamentosi, di sangue sulla pelle,
fili che non trattengo, le dita che non ho più,
fili che mi sfuggono e diventano nebbia,
soltanto nebbia.
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marco proietti
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