La frana e l'eremita
"Sono una frana",
mi ripetevi immobile
nei tuoi dolcissimi imbarazzi.
E nel frattempo
mi trascinavi a valle
scrollandomi di dosso
l'odore delle stelle.
Rotolavo in un sorriso,
tornavo tra gli uomini
ebbro di "ti amo" e "stammi accanto",
imparavo
il tuo passo e la tua pelle,
a condividere
il letto ed un domani.
Ma poi il tempo s'è fermato,
s'è incendiato, andato in fumo,
cerchio in pugno ad un capriccio,
verità tra medio e indice.
Quaggiù non c'è più aria,
pronomi e nomi in panni grigi.
E il volto fatto smorfia.
Piangi o ridi? Fa lo stesso,
non serve. Non servo.
Disobbediente e inutile.
Torno su, scalzo e solo,
mai mutato,
se non fosse per quel sogno:
in due scarpe quattro piedi.
E stavo bene.
©
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Commenti (1)
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giulia angela16 novembre 2012
Ti ho scoperto stasera, per caso, belle Le tue parole in poesia. Sono vere, Mai costruite. Bella.