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Riflessioni 11 marzo 2012 · lettura 2 min · 3287 letture

Labirinto interiore

elena leica 324 poesie pubblicate
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Se mi nascondo in questo imbranato corpo questa veste che dal destino ho avuta e come sottile membrana si modella sull'animo mi stringe mi pesa mi scivola come un velo ammuffito dal tempo macchiando i passi nel cammino del nulla. Chi sono Io? se non osservo più lo sguardo di rugiada lacrimante di nettare del mattino quando il Sole mi spoglia della Notte e mi riveste di un nuovo giorno, un'altra carezza nell'animo. Chi sono Io? se non sento più il rumore del Cielo quando le nuvole intimorite si nascondono nell'alto azzurro a invadenti tempeste del mio inconscio vulnerabile incosciente pallido a queste paure che vociano nell'ombra che copre le spalle arrugginite d'autunni. Chi sono Io? se mi strappo le ali dalle radici speranze, se ho smesso già di sognare desiderare sfiorare il volto della Vita che mi segue nel mio, andare... Chi sono Io? se tutto questo splendore svanisce negli inutili gesti di fragile malinconia ricami amari nella mente urlanti disturbanti tormenti nel disordine del cuore. CHI SONO? se ho smesso di amarmi e come farò a perdonare questo impulso che fa male che distrugge che soffoca il respiro toglie la voce nelle appassite parole, come farò a riconoscermi ritrovarmi nel labirinto interiore?
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Voce narrante Franco Picchini

L'autore
elena leica

Mi chiamo Elena Leica, sono nata in Romania il 30 novembre del 1971 e vivo in Italia da oltre dieci anni. La passione per la scrittura e per la poesia in particolare mi accompagnano da bambina, quando nel giardino di mia nonna mi rifugiavo fra le pagine del mio quadernino, viaggiando con la fantasia. Ho da poco ricomin

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Commenti (5)

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elena rapisa11 marzo 2012

si alza come grido come un urlo ed è l'eco del silenzio che fascia e sfascia l'anima. Ricerca di se stessi: improba battaglia . Sento i tuoi versi come comuni catene e trema la mente

Giacomo Scimonelli11 marzo 2012

l'urlo dell'anima... un grido disperato che vorrebbe trovare un appiglio per aggrapparsi... uno sfogo molto sentito ed intenso che mi graffia il cuore... un grido che sento anche mio... mi rivedo in questi versi forti... in questi versi che mi regalano emozioni indescrivibili ...non aggiungo altro per non perdermi in un soliloquio personale... applausi e segnalazione che per me è giusta e meritata... hai trasmesso cara Autrice sensazioni molto forti

C

molto dolore e domande che dimostrano una forte lacerazione d'animo, molto profonda compliementi

Elle11 marzo 2012

Domandarsi così intensamente..."chi sono io?" significa interrogarsi all'improvviso ricercando cause e forse anche qualcosa di più... della propria condizione di uno stato malinconico e sofferente... Sentirsi in armonia con se stessi è la prima cosa... riconoscersi è molto importante. Smarrirsi così, mi commuove. Abbraccio questi versi e li infiocchetto segnalando un'anima dolce che spesso si perde in quel labirinto tormentato a caccia del cuore che fa impazzire l'anima.

r
rstorace12 marzo 2012

Come fare a perdonarsi se si permette alla sofferenza interiore di prevalere sulle gioia di vivere, perché può sembrare assurdo, ma ci si può sentire in colpa per quel dolore esistenziale. L'autrice grida "ho smesso di sognare di desiderare", è questo il vero dramma ... quando tradiamo la nostra vera natura, spesso a causa di condizionamenti esterni, ci allontaniamo da noi stessi, viene meno qualunque forma di desiderio e l'assenza di desiderio è essa stessa una perdita d'identità, e si va avanti in un circolo vizioso senza fine... Tema complesso, sofferto e molto sentito, complimenti!!