Accoglimi nel grembo
La maschera di cartone
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Accoglimi nel grembo,
di verginale innocenza
sparso.
Ventre selvaggio.
Come serpente, sinuoso,
sibilo un verso d'amore e di
coraggio. Mi bagna, i capelli,
la tua mano aperta, lacci ormai
ricci di disordine.
Riconcepiscimi.
Rinasco alla vita per la
prima volta, e per la prima volta
lacrimo, sudato di senso,
saziato dal limite che tocco.
Ritorno. Ritorno al grembo
che mi farà rinascere.
Profumo di donna mi
soffia alle orecchie, mi
schiude le labbra,
intenerisce le palpebre.
Perla di brama.
Collana di baci ti cinge
la bocca, ed io,
le pelli ti sfoglio, e come
vento tumultuoso,
caldo, come il caldo
atteso dall’inverno,
ti torno dentro, e dentro
ti spoglio.
©
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L'autore
La maschera di cartone
"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca
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