Paura di volare

Ho iniziato a scrivere un po’ di anni fa, quando le emozioni soffocate dentro scalpitavano per uscire e come una farfalla colorata ho scoperto di saper volare. Credo che alcune cose non avvengono per caso, se accadono è perché siamo noi stessi a ricercarle, così è stato per me con la poesia. Il modo più semplice per es
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Il tempo che serve per l’oblio, il sogno che fa l’anima cantare, infine la paura di volare tengono i corpi a terra e il tuo col mio sono orfani di lievito, nell’attimo che serve a lievitare. La terra è terra, è scura e poi si pregna, come donna prolifica e divora gli aneliti che mandano in malora ogni voglia rivolta ad altra guerra. Il volo è di difficile statura, è per anime libere e assetate di strati dove l’aria è la più pura, e serve a convertire anche i distratti, che infine converranno sulla dura lezione che fa gli uomini appiedati capaci di volare e di sognare, che parrebbe una sfida alla natura. Si troveranno infine i giusti spazi dove si possa sempre navigare, instancabili flutti, come il mare che sbatte sugli scogli e non ha pace
La voglia di volare è il sogno che accompagna da sempre ogni essere umano ma nello stesso tempo rientra nella categoria delle fobie quando lo si avverte come un timore irrazionale difficilmente controllabile. In modo differente si percepisce, in queste dolci righe, la metafora di un volo che spicca il proprio balzo dal cuore, dando vita ad estenuanti interrogativi che mettono a rischio la stabilità del volo stesso. E la quarta strofa racchiude tutto il senso di questo volo, nella quale ci si chiede se sia la gravità a negare il decollo o la paura di precipitare una volta in quota. Mai rimanere con i dubbi, in qualsiasi caso bisogna provare, basta saper attendere il bel tempo!


