Primo mattino
Un velo di azzurro
Coglie luminoso
L’arrivo della primavera
I suoi primi passi cullano
Il profumo di un fiore
Che si confonde con un passato odore
S’annera subito il mio spirito
Quando disteso non vede
Il suo corpo nel primo mattino
Scorreva nuda la sua pelle
Senza imbarazzo tra le mie mani
Come un fresco e gentil soffio
Scaldava ogni tiepido pensiero
Tentavo di coprire frammenti di sogni
Ma continuavano a cadere come vecchie foglie
Vane certezze fuggivano spegnendosi
Come aria attraversavano a vuoto le nostre dita
Trasparente non era più il nostro respiro
Rifletteva nebbia e perdeva luce
Ed ora ad ogni primo mattino
Che sia di primavera o di autunno
Resta intatta nella memoria
Questa figura e il suo prossimo risveglio
©
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