Quando muore un poeta
La maschera di cartone
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Quando muore un poeta
pur resta intatto il suo ululato,
la generosa fiamma del suo dono;
perché scavando nel suo canto
rinvieni il rimpianto
di non averlo vicino.
Quando è vivo un poeta,
vive solo a metà,
naufrago in un
mondo di carta,
anarchico romantico,
felice perdigiorno,
e senza tetto irriverente,
ribelle solo fin dove
finisce il rigo.
Solo un poeta
sa viver da solo,
e mentre rincorre accorato,
l’esilio del mondo,
riveste il futuro di un
plumbeo nitore.
Quando muore un poeta,
è molto più di un semplice
lutto, è come morisse il sole
e muta restasse la luna.
Quando muore un poeta
resta sola nostalgia,
perché il poeta
mai è quello che fa
o dice,
a lui è bastato esser poeta,
una penna prestata al cielo,
un sole, che muto, ormai
non brilla più.
©
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L'autore
La maschera di cartone
"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca
Commenti (1)
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M Grazia Bruschi17 marzo 2012
ribelle fin dove finisce il rigo, audace dove comincia e tormentato sempre

