L'attesa
Barbara Filippone
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Il paesaggio bianco
sembra desolato
silenzioso...
nella notte il gelo
trova riparo lì...
tra le case,
tra i tetti spioventi
di un paese che dorme.
All'improvviso raggi di luce
attraversano la vita
di un cielo tornato azzurro
limpido,
sole che scalda l'oscurità
di volti e persone
in attesa dal risveglio,
spunta un nuovo bocciolo
è la vita che sboccia,
l'amore traspare
riflette la luce
di un paese intero:
scene sempre uguali
che si ripetono
quasi a sembrar che nulla cambi.
Ma lì
chiusi in ogni casa
che sa di vecchio
di antico,
un cuore batte
nasconde un segreto
piccolo o immenso
ma pur sempre
un segreto da custodire.
Così vorrei un finale diverso
ma il sole si nasconde
dietro lo sguardo tacito
di una luna sempre nuova.
In questo finale di giornata
non c'è lamento
non si sente dolore
né tristezza
né stanchezza
né oblio
in attesa della rugiada
che solcherà quei visi in attesa...
Un paese che torna
a dormire,
le luci spariscono
l'oscurità vince sul giorno
e nulla cambia.
Ma nel cuore di ogni casa
il sole tramonta
con una passione d'amore
tutta nuova...
Il finale di giornata
diventa così
solo un arrivederci.
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L'autore
Barbara Filippone
Commenti (1)
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Gesuino Curreli18 marzo 2012
Il silenzio tra giorno e notte, tra notte e giorno e negli interstizi dell’ora, la sera fatale e la vivida aurora. L’attesa della luce dopo l’oscurità, l’attesa dell’ombra per cedere al ristoro del sonno e chiudere agli occhi ogni figura che non sia di mito e sogno, nell’impostura delle visioni oniriche al bisogno. Attesa e veglia, al seguito delle ellissi celesti, sulla minuta sfera che cerca il respiro vitale dai raggi della sfera più grande, per disegno misterioso ed astrale. Dentro pareti piccole, nelle fragili case esposte al sole, nasce e cresce l’amore, per cui vive chi spera che domani rivivrà l’empito provato nella scorsa sera.

