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Fantasia 18 marzo 2012 · lettura 1 min · 2372 letture

Nabilano ha i capelli neri

omissam 412 poesie pubblicate
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Ogni sacchetto una vita. Nabilano, uomo atroce, parla coi semafori. Stupisce dei colori ritmanti pensa che verde permetta di cantare rouge solo di guardare. S'arrischia in strada, Nabilano. Ogni panchina una cuccetta un sottopasso un attico sognante. Ha mani enormi occhi da sotterfugio gambe appena un po' più giù... non chiede mai, Nabilano. A lui basta poco pastasciutta da riporto qualche pesce bislacco erba da picchiare. Dorme nulla sogna assai. Iride aperta rammenta un bimbobello capelli nerissimi sguardo vivo. E banchi legnosi maestre ciccione compagni a dispetto... ora vede, Nabilano. Specchiato alla vetrina festosa, vede. Non si riconosce, Nabilano. Faccia sfrecciata bianchi sparsi avvitati in testa... Nabilano non conta più i secoli, ormai. La gente schifata addita quel pazzo che si spalma asfalto appena steso sul cranio... si scanza mentre Nabilano cantilena MAESTRA, HO I CAPELLI NERI...
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Nabilano, uomo ossuto, vive per strada... non elemosina ne chiede mai... vive di qualche pietà, di sospiri sommessi... non ha niente da rammentare... solo quando dorme sorride... ricorda bimbi dispettenti e maestre sorridenti e paciose... e i suoi capelli, più neri del tetro...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (8)

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elena rapisa18 marzo 2012

Tu... penetri nel centro del vissuto calzando gli occhiali dell'anima quelli per presbiti che vedono tanto e profondamente. Sono io rapita

Elena Poldan18 marzo 2012

Poeta che dà voce agli invisibili e li riscatta dall'indifferenza... Riesci a far vedere oltre, dentro... e a sgretolare le impalcature al di sopra delle quali pensiamo di essere superiori... migliori...

EnzoL18 marzo 2012

non posso che condividere, conosco bene le sofferenze di Nabilano, e penso che l'indifferenza sia infine la cosa che uccide di più Nabilano... so che molti penseranno che è frase retorica, detta ridetta... ma per chi conosce le freddure dell'asfalto sono queste le cose che colpiscono di più... i menti alzati, le dita puntate... un testo carico di atroce realtà che paradossalmente sta bene in 'fantasia' un targhetta che pulisce bene le anime colpevoli... onorato di leggere tale sensibilità

Eirene18 marzo 2012

come raccontare la realtà guardando oltre l'apparenza... una lirica eccellente molto profondo tenera e drammatica al tempo stesso... per un autore che sa sempre stupirmi...

la nota riporta il suadente impiego di Nabilano con metafora eccezionale... comprende il tutto in fasce già di concentrazionale come il verde che sorride e tutto fa passare...è meravigliosamente bella e sentita POESIA

Angela Fragiacomo18 marzo 2012

Che tenerezza Nabilano, ne vedo tanti, sembrano bambini che non hanno mai smesso di giocare, la mente rapita in un sogno ad occhi aperti, un viso sereno, di chi non ha colpe e si porta gli scheletri sottobraccio... non li lascia nell'armadio a casa... Nabilano non ha nulla da nascondere... il vestito sporco e sdrucito... e l'anima linda... La dignità appartiene alla coscienza... Altro personaggio, nel mondo omissamiano... esemplare, vero, commovente...

Patrizia Ensoli19 marzo 2012

Questa poesia è un gioiello, versi di tale profondità, verità e orribile realtà... Nasi all'insù che puzzano dentro più di " Nabilano " Complimenti piaciuta, apprezzata e condivisa...

Rita Stanzione20 marzo 2012

Versi toccanti, la figura descritta dell'uomo additato per pazzo è indice dell'indiferenza dilagante. Plauso all'autore, che in questa poesia affronta con il suo stile, sempre particolare, una tematica così tristemente vera.