Ho una tazza di troppo (o no?)
Sul lavandino
piccola ciotola accanto
a bolle blu sulla pancia
di una tazza antica
e fiamme rosa
sul manico di un'altra.
Verso il caffè sull'azzurro cupo
e m'acciglio
l'aurora disegnata su quella restante
aspetta
è vuota
perché non v'è un viso
ancora
dinanzi al mio
Ho una coppa
-di vita-
di troppo
segno rubato
ai sogni diversi
'Assassina'
mi urla
lo spazio interno
e rosso mi si accende
sulle guance
Così lascio il cappotto sul divano
e una porta socchiusa
colgo
sulla strada
una bocca
e sulle rughe sghembe
d'un amaro sorriso
verso
la crema rimasta
mentre la tazza, di gioia
freme
©
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele19 marzo 2012
QUANDO AMORE CONSENTE, ogni avverbio di luogo interposto trascende, e il più dell'aroma acquisisce ove il maneggio del rosa in quell'essenza di sapore innevato odora pur se ruga compie il tergiverso cremoso del suo operato che in sublime coesistere va d'elegio sopire interpretato... una squisitezza di POESIA che elevia il cuore per il poetico splendore dove il sentimento premia il suo fantastico interpretare del cuore...è fantastica e meravigliosa ...complimentissimi... LODE
