tra le braccia di orfeo
sdraiata con una penna
fra le mani.
orfeo mi cinge
delicato il suo tocco
brama il mio corpo affaticato,
ma la paura del buio mi vince.
la mia mente facilmente
si la scia trasportare
preda di impossibili
vicende avventurose
con il prode che ben salda
tiene la briglia
conducendomi per boschi
sfioriamo il suolo
umido e pastoso,
la brezza ci leviga
neppure la fatica
sembra fermarci
paura che tutto
possa svanire
come al chiarore dell'alba
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Commenti (1)
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V
Vagabonda7 gennaio 2007
Infondo siamo un pò tutti ”prede” di vicente impossibili, ma avventurose... emozionante, rievoca belle immagini... brava!