Veliero
Tra le pieghe del buio, sullo sfondo del cielo,
ascolti l'assordante mormorio del silenzio;
veliero perduto nella tenebrosa notte silente,
approdasti in quest'ansa di quiete incosciente,
memore d'essere del buio il figlio perduto.
Ma quando la notte, al giorno lo scettro lascia,
quando, nella penombra dell'alba, il cuore,
alle vecchie memorie ansante ritorna,
l'antico vizio della vita, vibrante riemerge,
pronto a ricordare che la quiete del nulla è padrona.
Ti alzi, allora, ed esci nell'alba, di antichi presagi
carica, meravigliato d'essere ancora nel mondo.
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