Il Faro
Amedeo Falco Teophilus
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Nella calura del
mese dei fiori,
rimiro e scruto
il solerte occhio
illuminato,
che veglia le stanche
e sonnolenti acque,
e guida le vagabondi
genti,
che di sponda in sponda
posano i loro mesti
corpi,
ma il suo vegliar
in eterno non dura,
sicché dona a Dio
ai suoi figli la paterna
dignità di cullar
la dolce fulgida distesa.
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L'autore
Amedeo Falco Teophilus
Commenti (1)
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Francesco Rossi21 marzo 2012
Bella poesia colma di una luce bianca che inonda e seduce. Mi complimento assai.

