Tacitiana XXIV (l’apocrifo)

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
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una frase, un'affermazione "t'amo!" che rapisce... la fiducia, il cuore... ci si affida al sentimento, credendolo totale, unico, eterno, senza barriere e difese... com'è giusto che sia, così che quando esso finisce, resta il vuoto, una mancanza dentro, dolente, come un fiume in secca... una breve che tocca quelle corde condivise da tutti... nello stile elegante e garbatamente ricco, cui ci ha abituato l'autore lirica piaciuta molto!
un testo che parla da solo, e che ahimè condivido assai... spesso rapiti dalle parole dolci e sopratutto da quella promessa, il Ti amo ci abbandoniamo completamente nelle mani del proprio amore... ma quando poi tutto finisce, beh... quelle promesse suonano tocche, false, e fanno male, male da morire il testo lo trovo come tutte le Tacite perfetto nella sintesi, nel trasporto, mel messaggio grande never More
Significativo quel t'amo, ringhiato con unghie minacciose e denti avvelenati, a rimarcare il dolore di un amore bruciato da viltà crudele, compiacente di desideri infedeli. Subisce l'animo affranto per aver violato la fedeltà di un amore. Una breve che denota abiltà nella sintesi artistica oltre che nella sonorità poetica. Complimenti molto sentita!
Nella brevità di una perfezione assoluta il dolore si percepisce con tutti i sensi. Davvero bravo!
complimenti, in pochi versi hai saputo raccontare di un pozzo infinito che travolge l'anima quando si incontra un falso amore,



