L’immenso vuoto
Entro
e muovo con il vento
lungo le pendici
rarefatte dal pianto
e dalla gioia d'amare.
Una ferita
lasciata sola
contro lo spessore
dei sogni,
un vuoto che l'eterno
non può colmare,
lassù
senza la paura
di vivere un giorno.
Entro
per cercare l'ignoto
e l’impudenza,
per ascoltare
l'aria e l'eco
dei pensieri,
accanto all'inverno
caldo
oltre il vuoto
dell'uscio al ritorno.
Entro
e sarà sempre
luce vermiglia
all'orizzonte.
©
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