Quel giorno, il sole
angelo cora
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Al fine
d’ un meriggio
di mite primavera
*
piano
lento, tenue
quasi a malincuore, quasi con timore
sussurrando raggi, discosto da rumore, pacato nell’ ardore
oltre la guglia di collina, avvolto da bagliori
perso fra profumi, di ciclamini e viole
calò quel giorno il sole
*
forse
per lasciare ancora un po' di luce
all’ azzurro dei tuoi occhi, al rosso della bocca
su riccioli ribelli da mano carezzati
d'ombra l’ intorno già offuscato
*
persi
nel vuoto d’ un respiro, senza più parole
fra braccia d’ un’ abbraccio
*
soli
avvolti in quel fragore
dei battiti
del cuore
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
Commenti (2)
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Francesco Rossi24 marzo 2012
I profumi e i colori avvolgono di luce i versi di questa compoaizione poetica di ottima musicalità.
r
rstorace24 marzo 2012
Versi di ammirevole eleganza, estremamente delicati, ma di elevato impatto emotivo... complimenti, fa sognare e regala brividi di dolcezza!!!

