Lontananze
Delle tue aurore che primeggiano serali
È leggera scia – come un incerto viandante
Cammino nell'ombra, non per ghermirti
Ma per amarti sognando, ovunque tu sia.
Chissà in quale primavera Tu,
Amorevole piaggia e ristoro, forgi
Felici le viole al vento di tramontana:
Fossi un Dio, non stancherei mai di partire
Per te un ricco sorriso d'amore!
Eccomi! ad implorare che queste terre
-Sì invidiose a dividerci-, colmino distanze
Troppo acerbe, disperse.
Scandaglio - e non c’è mai – quella mano
Scolpita con un nome divino: Martina.
Nubi adombrano quei baci letargici,
Doni ch’alitano ai nostri cuori battenti .
Non so se un Domani avrò gioia
Con Te, tra praterie e voluttuose notti;
Per ora - in una lacrima che cade rompendo-
Ho visto il tuo volto, ed è stato come morire.
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L'autore
Antonino R Giuffré
Nato nel 1988 ad Acireale in provincia di Catania, dove tuttora risiede, da una famiglia di modeste origini. L’ambiente ristretto e parassitario del suo paese determinano già in giovanissima età le inflessioni pessimistiche del suo pensiero, che trova ampia eco nell’elaborazione dei suoi scritti, in poesia come in pros
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli30 marzo 2012
chiunque sia la donna che ha ispirato questi versi deve sentirsi onorata... dei versi dolcissimi... romantici e malinconici per esprimere tutto l'amore che strazia e riempie il cuore di un uomo innamorato... bellissima
