Tu eri grano

Nulla di notevole posso dire di me. Sono una ragioniera mancata, altri sarebbero stati gli studi che avrei voluto seguire. A diciannove anni il primo impiego in una Ditta privata. A 21 l'avventura di vincere un concorso pubblico, che mi vide per dieci anni, soffocare tra fascicoli e montagne di arretrati... Scrivevo g
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un tempo che è debito e creditore... versi pregni d'amore: sia per la vita sia per ciò, che non si vuol far morire...
...e aspetto l’aurora che mi dica che il giorno è lui... che è la luce, la grande certezza della vita al di sopra delle paure... dei dubbi ...che bruciano coscienza e ragione... in un battito di speranza... Accorata e gradevole lettura...
commovente, l'ho letta ben tre volte prima di decidermi a commentare, perché mi ha smosso tutte le emozioni più profonde, quelle della perdita, del dolore che ne consegue, dell'ineluttabilità della morte, l'impotenza che ti prende e si arrampica su per le gambe inchiodandoti... fino a strozzarti il respiro... una descrizione lucida e atroce di quegli attimi in cui la vita ti scorre davanti e vorresti mettere la retromarcia, per altro tempo insieme... sentita moltissimo e ammirata per lo stile pulito, lineare in apparenza semplice, ma di quella semplicità che fa grandi le cose...



