La sentenza di un illusione
Deborah Govoni
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Dove hai lasciato quei baci
son persi dietro a mattoni
che non scendono giù
nemmeno con una lacrima.
Profumo di notte e miele
per un attimo di pazzia
che hai tramutato in sentenza
nel tuo voler andare via.
Son cosi pochi quei momenti
eppure li ho addosso sulla pelle
mentre tu nel tuo silenzio
vuoi farli portar lontano dai venti.
Ed è tempo che non ci torna
clessidra che ha già fatto il suo corso
attimo di serenità tramutato in niente
pozione amara che ci vede di spalle.
Vorrei essere come te a volte
uccidere l'emozione
e lasciarmela scivolare via sulla pelle
se l'importante è non soffrire.
Ma è ancora qui il campanello del tempo
continua a suonare e a farmi desiderare
anche chi senza di me
starebbe bene uguale.
Ed è dolce sorriso il tuo
fermo e trepidante nella mente mia
ma hai già deciso oramai
ti bastano solo quei minuti e te ne vai via.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Deborah Govoni
Scrivo da quando ho 12 anni, per istinto, per ispirazione sopratutto per rabbia...la penna è la mia migliore amica, mi ha salvata ed in eterno sarò riconoscente a lei e a ciò che mi fa scrivere...totalmente persa in quel foglio bianco mi sdoppio e lascio spazio solo alla mia anima...è un piacere immenso ogni volta che
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