Primavera

D'un tratto
il vento
è cambiato.
I gusci dei camini
ricchi di uccelli
tornati al nido,
il colore dei capelli
non più umido,
la luce del sole
impavida.
L'acciaio dell'inverno
fuggito lontano,
la forza della carne
appesa alla mia mano.
Le facce disgraziate
della gente
di colpo gentili,
nei tratti donati
dai venti gradi
palesati.
Tutto intorno
musica e odore di pane,
battito della primavera
e delle sue vene.
©
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