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Riflessioni 27 marzo 2012 · lettura 1 min · 1591 letture

All'alba dell'ultima notte

P
Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Intrappolato nel sogno all'alba dell'ultima notte di sola andata timbri il biglietto, nella fredda stazione  senza fretta,  senz'ansia senza parlare, nell'attesa del fischio, sferragliando, un nero treno  buca la nebbia,  sbuffando, si ferma. Automi, tutti uguali senza schiamazzi sacrale silenzio tombale, tolti dalle labbra rossi sorrisi pallidi smunti sui gradini salite, greve silenzio ammanta l'inutile ossigeno. Le valigie squadrate di pelle nera lucente  custodi dei curriculum vitae, brillano colpite dalla luce del faro sulla tettoia, l'angoscia si tasta nell'ultima sosta. In coppia per due , seduti manichini composti di fronte uno all'altro, le labbra serrate, non insufflano aria non si arrossano le guance non sbattono le palpebre . Anche io sono qui e penso non posso parlare  vorrei ma non posso, la mano della bionda vorrei carezzare, vorrei ma non posso,  un saluto a quel tizio vorrei fare, vorrei ma non posso, poi vorrei parlare, scherzare, ridere e come sempre amare, vorrei ma non posso, vorrei scendere da questo nero treno, è l'ultimo, vorrei... Ma non posso .
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Commenti (8)

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C

non v'è più comunicabilità con gli altri, si rimane anonimi fra la gente, complimenti notevole

l'emozione è, in primo piano... ogni virgola di questa stupenda si tocca e si prende per mano, lo stile poetico in sublime concede al sentimento una grande riflessione che porta inevitabilmente ad una vera e propria commozione...è FANTASTICA NOTEVOLE ED è BELLISSIMA POESIA

Angela Fragiacomo27 marzo 2012

Chi non ha mai provato l'irrefrenabile impulso di spezzare la routine, essendo semplicemente spontaneo, non accettando passivamente giorno dopo giorno, la spersonalizzazione a favore dell'efficienza di burattini programmati? A volte si vorrebbe davvero poter urlare che questa vita a ritmo serrato, che ci priva del tempo di coltivate i contatti umani, non ci piace, non è a misura d'uomo... a volte basterebbe un sorriso tra sconosciuti a rendere tutto più leggero... Riflessione che condivido appieno, piaciuta molto!

Patrizia Ensoli27 marzo 2012

Ciclostilati... barricati dietro terrori umani, impauriti e smarriti da ciò che non conosciamo... Un umanità, sempre più sola... nera ... un treno triste dal quale, pochi hanno il coraggio di scendere... Ottima forma, belle metafore Condivido

EnzoL27 marzo 2012

è grigia seppia la foto, come lo sono i messaggi che ahimè ritraggono momenti ciclici e che a tutti ci comprendono... bella la forma, belli i versi ottima

Fiammetta Campione27 marzo 2012

E invece io dico: puoi!!! se ognuno di noi comincia a fare anche un solo piccolo gesto che vada controcorrente, a riconquistare la spontaneità e ad uscire fuori dal coro, chissà potrebbe cambiare qualcosa... ottima riflessione che non posso che condividere.

Pierangela Fleri27 marzo 2012

Intrappolato in un sogno... Ma il faro è lì...Sulla tettoia, basta scendere dal nero treno, stringere la mano a chi passa indifferente e guarda senza vedere... E' splendida questa riflessione e coinvolge molto

Giacomo Scimonelli28 marzo 2012

il non comunicare è diventato oramai prassi... la freddezza blocca ogni istinto di apertura verso il prossimo... staccarsi dalla massa non è per nulla facile... sensazioni che condivido pienamente...