633 lettori online · 359.800 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 27 marzo 2012 · lettura 1 min · 990 letture

Il mio poeta muore

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
+ Segui
Scrivere, scrivi bene ma quanto ancora hai da dire dopo aver detto che appena udibili nel buio due dita tamburellano la notte che il vento asciuga pozzanghere di fango nei tuoi occhi e i treni (quei roditori) spariscono inghiottiti dal tuo orecchio metallico (laggiù altrove) Forse sei l'unico poeta ch'io conosca che ha troppo male quando sente dire che non si friggono parole con l'olio di semi che il sole è un tuorlo d’uovo e le galline sono operaie sottopagate che il vento sfoglia sogni e giornali e tu muori ogni giorno ingannato Fai trame del mondo col cucchiaio perché minestre e brodini ti avvincono come le donne e le stelle finite e la tua solitudine tua sorella di letto Non crederò più a una parola delle tue bugiardo esiliato perenne tarlo sulla mia morte Finché tremano i miei occhi ai tuoi versi giocherò a inventarti le notti queste nascoste ombre del tempo che ti sognano come se fossi tu l'altrove ed io solo un frammento alla tua noia.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Grazie Amara sempre attenta... hai toccato il nervo scoperto. Mi limiterò a rispondere alle tue osservazioni: l’insistenza sui possessivi (che forza il testo e in parte lo consuma) scaturisce da una necessità che vorrei dire programmatica (benché spontanea): marcare quel Tuo /Mio, era un modo per focalizzare lo sguardo su questo doppio fondo germinale del fare poetico: provocare una sorta di congestione visiva e sonora, ricercata fin nel titolo, nella quale morire di morte altrui e sentirsi come trascinati in una rimbombante cappa di sofferenza.

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Amara28 marzo 2012

...mi lasciano perplessa tutti quei possessivi tra gli ultimi due della IV la V e il primo della VI... ma tolto questo... mi piace molto per il tono e il sapore... particolarmente gli ultimi tre aprono a pensieri...

Michele Tropiano28 marzo 2012

Davvero molto originale, una poesia che ti lascia con molti interrogativi, ma decisamente apprezzata. Belle le espressioni come "due dita tamburellano la notte" "non si friggono parole con l'olio di semi" "giocherò a inventarti le notti".