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Impressioni 31 marzo 2012 · lettura 1 min · 7025 letture

Mia cara fanciullezza

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Rimembro profumi lontani... gioie fanciulle desideri ingenui ed ignari. Nessuna paura mi scalfiva nessuna malizia la mente arroventava senza incubi sognavo teneramente il cuor mio gioiva. Scaltro e sincero attraversavo il sentiero stretto e cupo senza paura dell’inganno. Ostentata malinconia improvvisa senza chiedere un giorno mi rapì mi cullò con violenza... mi strappò alla fanciullezza. Dolori e domande senza risposta inganni e amore irruppero preghiere ed odi per una realtà falsa e distorta. Lontana giovinezza adesso invecchi son uomo e cerco conforto son vivo ma al passato mi volgo ascolto la mia voce... non mi piace e la scanso... troppo stonata, troppo lontana... L’aquilone oramai è volato via... mi resta solo una dolce e triste nostalgia... abbraccio la vita malinconica melodia e incido un canto prima che sia finita!
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (36)

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M
Mariasilvia31 marzo 2012

Nel ricordo di un vissuto domande senza risposte. La possibilità della mente di tornare indietro e riabbracciare questa meravigliosa nostalgia che ci insegue, fa vivere e battere ancora il cuore. Complimenti bella davvero.

lucia curiale31 marzo 2012

"...incido un canto..." Dolore, nostalgia, rimpianto, nulla ferma lo scorrere del tempo e l'uomo, antico o moderno continuera' a farlo scivolare senza opporre resistenza, anzi, vivendone ogni istante e di ogni istante farne esperienza. Piaciuta tanto. delle Palme.

Laura Maira31 marzo 2012

Il pensare ai bei tempi perduti dell'infanzia mi porta una struggente nostalgia; chi non vorrebbe tornare indietro a quei momenti di spensieratezza, gioia, meraviglia, infinite possibilità? Quando un aquilone ancora volava alto... Invece gli anni passano e la melodia si spezza, si rompe l'incanto. Personalmente posso capire molto bene questa cosa. Che emozione questa poesia, tocca l'anima senza lasciare scampo. , complimenti.

Grazia Denaro31 marzo 2012

Con il passare del tempo la nostalgia farà sempre più parte di noi specie sei ricordi ci hano lasciato un segno piacevole, al contrario i ricordi non belli s'affacceranno ugualmente alla mente anche nostro malgrado. Dovremo essere noi a non farci sopraffare se questi ricordi ci danno dolore o dispiacere. Nellissima lirica, correttamente stilata, versi scorrevoli e fluenti. Opera apprezzata.

P
Paolo Morganti31 marzo 2012

in un bel canto l'autore esplica un sentimento fanciullino ed un ricordo di quegli anni innocenti vissuti spensieratamente tra giochi e fantasie, il crescere porta via queste cose si diventa tristi ingobbiti e con sguardi aggrottati sempre avanti si va ma con coscienza di di quant'è duro vivere, ma il fanciullo che è in noi resta sempre con noi.

B
Bruna Lanza31 marzo 2012

l'incoscienza della gioventù ci fa vivere sempre rincorrendo un aquilone sull'arcobaleno della vita... ed è così che arrivano anche i colori che possono apparire più scuri ma hanno anch'essi motivo di essere, e l'uomo che li sa apprezzare al pari dei colori sgargianti degli aquiloni e un uomo che ha compreso il suo vivere.

emmalisa lucchini1 aprile 2012

che bello... spensierati senza pensieri gioia e meraviglia... sono i ricordi di quando eravamo piccoli e nel ricordare ci si poniamo un sacco di domande senza risposte... ma aver vissuto un'infanzia gioiosa ci aiuta ad andare avanti ad apprezzare gli anni a venire... bellissimi versi molto sentiti...!

C

la fanciullezza deve essere il periodo spensierato della vita, ma a volte eventi lo rendono infelice, profonda poesia complimenti

S
Sadness1 aprile 2012

La consapevolezza dell'età che avanza, colorandosi delle mille sfumature che la vita lascia nel cuore giorno dopo giorno mi colpisce in un giovane autore, proseguendo con rimpianti e rimorsi la ruota della vita gira, regalando melanconia e dolcezza ...

carla composto1 aprile 2012

l'aquilone è volato via... con sè ha portato sogni di un bimbo... meravigliosi mondi di fiabe... Nulla può turbare la gioia di un fanciullo, nel suo mondo tutto è gioco pace serenità...sino a quando ! !!! meravigliosi versi di un meraviglioso poeta... chapeau a te

Midesa1 aprile 2012

mi ha fatto sussultare dentro ...tanto sentita... meravigliosa

Pierangela Fleri1 aprile 2012

La vita è bella... Splendido il sottofondo che esalta questa lirica di un cuore che sussulta e si chiede ancora... tra silenziose introspezioni, paure e disincanti emerge un'anima che conserva intatta la spontanea fanciullezza

Doraforino1 aprile 2012

Una dolce e nostalgica poesia, ricordando una lontana fanciulezza, quando il cuore giovane e pieno di sogni faceva andare il suo aquilone verso il cielo. Ora resta un uomo stanco demotivato da una triste realtà.Molto sentita!

Idalgo Visconti1 aprile 2012

Uno scritto che colpisce per il sentimento e inumidisce gli occhi per il ricordo e la nostalgia di quell'epoca che è l'infanzia, fatta di sentimenti ormai da questa società sconosciuti. Bella per la sua muscalità e il contenuto, traspare un ormai rara spontaneità.

Elle1 aprile 2012

La fanciullezza ora ci ritorna come qualcosa che si è vissuto ma mai appieno... forse perché oggi se ne gustano i veri sapori. Tutti i ricordi ci arrivano densi di un profumo particolare, una piccola morsa al cuore... ma si cresce e quella voglia di essere al più presto grandi a quell'età lanciata verso il futuro, ci ha reso poco attenti a tutte le meraviglie vissute. Le riscopriamo ora... ed è bello riviverle... tantissimo. Guardiamo al passato e quell'aquilone non è volato via, no è da qualche parte... c'è un filo che lo tiene legato a noi... e in quel giardino di aquiloni c'è anche il mio e quello di tanti altri che stanno ancora giocando e sognando... la poesia ci porta in salvo e supera ogni cosa... e tutto diventa eternità.

Emanuele Martina1 aprile 2012

nostalgia della fanciullezza, quando tutto era più semplice, quando tutto t'incantava, ogni piccolezza era qualcosa di grande e stupendo, bello ricordare quei tempi, ogni tanto ci si dovrebbe fermare e pensare, ma ogni età ha la sua fanciullezza, anche adesso, basta non farsi schiacciare dai problemi, dalle complicazioni che arrivano con il passare degli anni, ed essere sempre un po' fanciulli dentro, davvero una lirica emozionante, letta con molto piacere, conservo e segnalo

maria cavallaro1 aprile 2012

la fanciullezza è l'eden della nostra vita, un giardino luminoso dove ci rechiamo spesso, per attingere ai ricordi, belli o brutti che siano ci appartengono. Ottima lirica sapientemente stilata, il poeta riesce ad esprimere sensazioni ed emozioni mai dimenticate.

Paola Vigilante1 aprile 2012

Bellissimi versi in cui è evocata l'età della fanciullezza, con le sue gioie e la sua spensieratezza, la sua ingenuità. Queste sensazioni sublimi sono poi intralciate dall'arrivo della malinconia che irrompe e che fa rivivere con nostalgia la perdita di quelle piacevoli emozioni. Molto apprezzata e condivisa, complimenti.

G
Gianny Mirra1 aprile 2012

La spensieratezza della fanciullezza con la purezza del suo candore lascia il posto alla consapevolezza della crescita e della maturità in una presa di coscienza del mondo e della realtà. Bellissima lirica, complimenti poeta.

Sara Acireale1 aprile 2012

Una volta si giocava, si rideva, si sognava, gli occhi sfavillavano di mille meraviglie... le meraviglie dell'infanzia... Poi si cresce e incominciano i dubbi, gli occhi non sfavillano più di meraviglie, si è costretti a una routine che a volte odiamo e se vediamo bambini giocare vorremo essere di nuovo come loro felici e spensierati... Per me l'Eden perduto è l'infanzia che è andata via...è l'ingenuità, la gioiosità perdute... Possiamo ritrovarle negli occhi dei bambini e specchiandoci in loro possiamo ritrovare un po' della nostra fanciullezza...

Berta Biagini1 aprile 2012

Eppure credo che la gioventù non per tutti abbia fine – chissà, forse a causa del carattere – sempre rimane in noi quel qualcosa che continua a farcela apprezzare e di conseguenza tenendola stretta riusciamo a comprendere ancora di più quel significato che senza fatica ogni giorno ci rende nuovi seppur consapevoli del tempo che passa, per cui ci piace vivere ovunque e comunque sia.

Lidia Filippi1 aprile 2012

Nostalgia della gioventù in questi versi struggenti! Il ricordo accompagna la vita e quel bambino è colui che più a lungo rimane... Versi stilati sapientemente, toccano il cuore!

Patrizia Ensoli1 aprile 2012

Struggente nostalgia di un tempo in cui tutto aveva il sapore della scoperta, i colori del cielo l'incoscienza della gioventù Giorni dal gusto di zucchero filato e, il tempo che avanza sempre più delicatamente accarezza quei ricordi, con il velo della nostalgia... Versi intensi e molto apprezzati

Jade1 aprile 2012

So di ripetermi, ma questa TUA strugge l'Anima, tutti siamo presi dalla nostalgia della fanciullezza, una fase della vita, (per me la più bella), in cui l’esistenza vista con gli occhi dell'Innocenza, appare più leggera, più sognante. Poi si cresce, ci si guarda intorno con la consapepolezza dell'adulto e si scoprono tutte le brutture del Mondo. Ho provato intense emozioni leggendoti. Sai spogliare la tua Anima con la dolcezza e l'innocenza di un fanciullo. Grazie per questa condivisione.

Ricordi di fanciullezza che mai potranno essere dimenticati, soprattutto quando la spensieratezza è stata la colonna portante di quell'età. L'innocenza e la gioia della fanciullezza forse la si rivive da adulti attraverso il sorriso e l'ingenuità dei bambini. Poesia coinvolgente e bellissima, emozionante la lettura

Ela Gentile1 aprile 2012

Leggo questi versi e rimembro anch'io quella gioventù ingenua e senza paura, sognante e senza malizia con gli occhi rivolti ad un futuro roseo con semplici doni offerti a piene mani. Ma all'improvviso la vita ti strappa alla fanciullezza con violenza e ti trovi in un mondo diverso da quello che sognavi in una realtà che ti fa guardare con nostalgia alla lontana giovinezza... ma ormai è tardi e la vita non si può cambiare, conviene abbracciarla e viverla con nel cuore una dolce e triste nostalgia. Ho letto con emozione immergendo nei versi i miei stessi nostalgici e dolci ricordi di una fanciullezza ricca di sogni ingenui e pieni di speranza. Complimenti Giacomo...è una poesia bellissima che coinvolge il lettore.

Paola Galli2 aprile 2012

...è sempre il solito grande contrasto fra passato e presente! un passato fanciullo, nel quale le sicurezze, le certezze la dolce ingenuità ci cullava, ci rendeva se non altro sereni! di contro un presente che irrompe sempre più spazzando via quel candore bambino ricolmo di sogni e speranze! e ciò ci fa vivere con un senso di costante malinconia!...e l'aquilone è ormai volato via!! molto apprezzata! complimenti!

Stella Corrado2 aprile 2012

La spensieratezza appartiene all’infanzia, ancora puri nell’animo ed innocenti i sogni volavano altissimi. Venivamo rassicurati e sottratti dalle preoccupazioni. La nostalgia ma anche il rimpianto che traspare nella tua meravigliosa poesia è comprensibile e condiviso. Ma... se da adulti si rimane ancora attaccati alla spensieratezza si diventa incoscienti, irresponsabili è può essere una rovina per se stesso e per le persone che ne fanno parte, questa è l’unica ragione per cui la ruota deve girare. La dolce vita all’improvviso deve lasciarci e saranno i nostri figli a godere di questa meravigliosa fase. Dopo questi versi... che nostalgia!

Salvatore Testa2 aprile 2012

Versi da incorniciare per lo stile e l'incalzante emozione che coinvolge anche i miei sensi. Hai detto bene... una dolce e triste nostalgia è quel che resta, e delle immagini che solo la nostra memoria mentale può ricostruire. La spensieratezza è quel vissuto lontano che non è mai stato inquinato da nessuna macchia, distaccata sempre dall'inganno e dalla paura. Adesso è irraggiungibile, proprio come il tuo aquilone volato via.

Donatella Pezzino2 aprile 2012

Un tempo felice il cui ricordo è sempre presente e la cui dolcezza gioiosa tormenta sottilmente e implacabilmente un cuore malinconico e ferito dalla vita. I versi sono intensi e coinvolgenti, aperti come finestre che si affacciano su stanze in penombra... sensazioni profondamente condivise. Bellissima lirica.

r
rstorace2 aprile 2012

è come una crudele linea di confine quella che separa la spensieratezza e la purezza dell'infanzia dai dolori dell'età adulta, bene dice l'autore "ostentata malinconia... senza chiedere un giorno mi rapì", non sai nemmeno come, ti trovi trascinato in un mondo diverso, fatto di tradimenti, dolori, ma che non è reale, è un artificio dell'uomo, il vero mondo reale è quello del bambino, fatto di cose concrete, ingenuità, affetti sinceri, ed è in esso che l'autore cerca conforto per continuare a vivere una vita distorta in cui più non si riconosce.

L
Laura Di Vincenzo2 aprile 2012

I sogni e la spensieratezza lasciano il passo all'oggi con il nuovo bagaglio e un velo di nostalgia avvolge l'anima, intensa e coinvolgente. Molto apprezzata.

elisabetta tegas2 aprile 2012

Dolce e triste nostalgia nel pensare ai bei tempi trascorsi... Piaciuta molto, complimenti poeta

Angela Fiore2 aprile 2012

guardare al futuro con occhi da bambino e capire che il futuro è tutto meravigliosamente da scoprire... diventando "grandi" si scopre che non è poi così meraviglioso e roseo come ci sembrava un tempo!...molto apprezzata!

EnzoL3 aprile 2012

eh, non sai quanto condivido il pensiero... un testo ricco d'amara asprezza... di nostalgica mancanza, quei valori che un tempo si davano per certi quella leggerezza, che a tutti un po' manca! veramente apprezzata

Cinzia Gargiulo16 aprile 2012

L'infanzia è l'età più bella per la spensieratezza che la caratterizza e perché la si vive con un animo puro e ricco di sogni e di speranze. Eppure ogni età, a mio avviso, ha la sua bellezza se la viviamo con consapevolezza e la giusta serenità che ci porta ad accettare i cambiamenti dinanzia ai quali la vita ci pone... La vita è un cammino a senso unico, non si può tornare indietro se non nei ricordi e allora cerchiamo di godere ogni passo senza sciupare il tempo che ci è messo a disposizione... Tuttavia una punta di nostalgia per il passato può essere più che naturale purché poi si guardi avanti con rinnovato entusiasmo e con la curiosità di scoprire cosa ancora ci può essere donato... Poesia velata di malinconia, intensa e ben scritta.