La domestica di Pechino
Rita Fausto
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La domestica
del principe di Pechino
era assai distratta
se aveva bevuto un pochino
Il mercante di ciliege
l'avrebbe presa con se
sul suo carro
andando dal re
per dirgli con riverenza
di risparmiarle la penitenza
se avesse evitato
di trangugiare di nascosto
Ma la serva sorda
ed giacché anche muta
non volle far una piega
e piuttosto che obbedire
si calò dentro al pozzo
fino in fondo
dove luce la non filtra
e per due giorni
o forse più
non si udì di lei il canto
che pur sempre allietava
il reale Vellutato
Poi un dì dall'oltrebuio
salì un folle grido
e trecento guardie scelte
issarono la sventurata
e tra mille issa oh issa
venne fuori la gradassa
più smargiassa e pimpante
perché in quel pozzo
c'era un fiume di spumante
che veniva dal salone
delle feste per celarlo
ai cuochi che con baldanza
certamente avrebbero preso
lo stesso piglio della scema
Ad un tratto venne il re
per capire l'accaduto
ed un po' anche lui ciuco
cadde giù malamente
tra gli applausi dei villani
che mai prima avean riso
Finisce qui senza re
ne principi e mercanti
tutto il vino
ma la storia si sa,
va avanti
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