Evanescente

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,
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Passato che inchioda... spesso ...e il nostro lavoro di destrutturarlo, comprenderlo diversamente... in continuo, come se dal passato potessimo ricevere delle lezioni sempre nuove e forse è proprio così! Mi piace molto questo tuo scivolare tra il passato, il presente per andare al futuro con spirito diverso! Bella bella!
parole e passato che si riaffacciano lasciando un senso di inadatto, di insapore... parole ed immagini che si fa fatica ad analizzare a dargli un significato che permetta al vissuto di rendersi utile per il futuro... per avere valore... un testo velato, amaro splendidamente stilato... una vera chicca
Danzare malinconico sui bordi della propria esistenza. velata delusione forse, che svanisce davanti alla forza prorompente della vita. Brava come sempre.
quante e quante volte ho vissuto la sensazione che l'autrice ha dipinto così reale e viva in questi versi, di pregiatissima fattura... quel sapore d'antico, così indietro nel tempo come non appartenesse neppure al mio passato ma a quello in altra vita, quel sapore di buono come di cose vissute che hanno formato quella che sono... e che per questo non rimpiango in ogni caso... un nulla di giorni sabbiosi che lasciano sale sulle labbra... sapide di vita, ché vien voglia di viverne ancora, senza finire mai... la vita, significato stesso di questa poesia, che faccio mia nel più profondo sentire... semplicemente estasiata
LIRICA... questa proposta della Barone è assolutamente colta e elegante lirica. La metafora è eccelsa, avvolgente, squisitamente avvolgente. Seguo da tempo questa aurice che amo descrivere come narratrice "a colori, quindi non dovrebbe sorprendermi la sua bravura. "Evanescente" mi ha sorpreso... la metafora ha superato la parola e la parola abbraccia il pensiero disegnano origami di squisiti versi. L'attore qui descritto si interroga analizzando con lucido discernimento l'antico e il quotidiano "polveroso passato che unge labbra seccate da sole attuale", ponendo in essere un pensiero verso l'inedito, il nuovo. Quel nuovo che appare nella brillante chiusa "dischiudere gli occhi al futuro".




