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Riflessioni 1 aprile 2012 · lettura 1 min · 2918 letture

Evanescente

Annamaria Barone 221 poesie pubblicate
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e mi inchioda quell'odore d'antico di crepe in muri salati dissolti tra venti di mare esplosi di vita mordace lo vado a scovare sapore di polveroso passato che unge le labbra seccate di sole attuale ché senza sapore son certe parole scivolano leste tra fessure di buio non lasciano scie di rimpianti non resta color di rimorsi un nulla di giorni sabbiosi a cercare tra le crepe di un muro quel sapore di sale e di buono per dischiudere gli occhi al futuro
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l'immagine è un olio su tela a sabbia e spatola di Kathiuscia Filippone

L'autore
Annamaria Barone

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,

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Commenti (5)

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Clara Gismondi1 aprile 2012

Passato che inchioda... spesso ...e il nostro lavoro di destrutturarlo, comprenderlo diversamente... in continuo, come se dal passato potessimo ricevere delle lezioni sempre nuove e forse è proprio così! Mi piace molto questo tuo scivolare tra il passato, il presente per andare al futuro con spirito diverso! Bella bella!

EnzoL1 aprile 2012

parole e passato che si riaffacciano lasciando un senso di inadatto, di insapore... parole ed immagini che si fa fatica ad analizzare a dargli un significato che permetta al vissuto di rendersi utile per il futuro... per avere valore... un testo velato, amaro splendidamente stilato... una vera chicca

Ercole De Angelis1 aprile 2012

Danzare malinconico sui bordi della propria esistenza. velata delusione forse, che svanisce davanti alla forza prorompente della vita. Brava come sempre.

Angela Fragiacomo2 aprile 2012

quante e quante volte ho vissuto la sensazione che l'autrice ha dipinto così reale e viva in questi versi, di pregiatissima fattura... quel sapore d'antico, così indietro nel tempo come non appartenesse neppure al mio passato ma a quello in altra vita, quel sapore di buono come di cose vissute che hanno formato quella che sono... e che per questo non rimpiango in ogni caso... un nulla di giorni sabbiosi che lasciano sale sulle labbra... sapide di vita, ché vien voglia di viverne ancora, senza finire mai... la vita, significato stesso di questa poesia, che faccio mia nel più profondo sentire... semplicemente estasiata

M
Moreno Tonioni2 aprile 2012

LIRICA... questa proposta della Barone è assolutamente colta e elegante lirica. La metafora è eccelsa, avvolgente, squisitamente avvolgente. Seguo da tempo questa aurice che amo descrivere come narratrice "a colori, quindi non dovrebbe sorprendermi la sua bravura. "Evanescente" mi ha sorpreso... la metafora ha superato la parola e la parola abbraccia il pensiero disegnano origami di squisiti versi. L'attore qui descritto si interroga analizzando con lucido discernimento l'antico e il quotidiano "polveroso passato che unge labbra seccate da sole attuale", ponendo in essere un pensiero verso l'inedito, il nuovo. Quel nuovo che appare nella brillante chiusa "dischiudere gli occhi al futuro".