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Morte 2 aprile 2012 · lettura 1 min · 2462 letture

Morte e dolore

Maria Luisa Bandiera 769 poesie pubblicate
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Riverberi lontani di fievoli ricordi spazzati via dal vento. Suona un flauto e stona in una nota spezzata. Non è fantasia d’autore, è una lama acuminata che trapassa da parte a parte. Si lacera l’aria in un grido, prende forma, diventa fitta nebbia, si perde il tempo senza direzione alcuna, anche il sole nulla vede dietro le spesse nubi, e s’oscura, t’abbandona. Destino? ... Può darsi! Ma perché tu e non io? ... Chissà, forse meglio è prendere il cuore e dal petto strapparlo via affinché più non dolga! Solo te avevo e l’anima mia insieme a te è morta! Ma ... lenta è la risalita anche se non c’è mai ragion che valga a capir la morte, che spieghi un perché una motivazione valida. Rimane solo un vuoto da riempire con un pugno di parole senza senso!
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Quando negli accadimenti della vita succede che viene a mancare una persona tanto amata e soprattutto troppo giovane per morire, mille domande giungono sulle labbra, domande che rimarranno purtroppo senza risposta.
E' un fatto che i genitori per legge naturale non dovrebbero essere loro a sopravvivere ai figli!1 novembre 2015
L'autore
Maria Luisa Bandiera

Nasce in me già in giovane età il desiderio di esprimere in forma poetica il sentire interiore che emana dall'anima ed accarezza il cuore come: “poesia libera in spirito libero”. Amo esprimermi sulla natura e sulla consapevolezza interiore. Le mie convinzioni sono: “l’anima ha radici nell'universo, viviamo i

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Commenti (4)

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Sara Acireale1 novembre 2015

I figli non dovrebbero morire prima dei genitori, è legge naturale scrive la Poetessa. Dovrebbe essere così, ma non sempre lo è. Bisogna dirlo alla "dama nera" che non guarda in faccia nessuno e miete vittime di qualsiasi età lasciando in un abisso di dolore chi resta. E' inconcepibile per una madre perdere il proprio figlio, carne della sua carne, il suo tenero virgulto e non ci sono parole per poterla consolare... Il tempo, pietosamente lenirà un poco le sofferenze...

Pagu1 novembre 2015

Vuoti difficili da riempire, forse impossibili, perché la morte di una persona cara spegne anche una parte di noi. La poetessa ci scrive una riflessione importante, intensa e commovente. Un lavoro che colpisce nel profondo.

Donato Leo1 novembre 2015

Nessuno è immortale su questa terra. Si sa che un giorno o l'altro renderemo l'anima al Signore. Difficile è accettare la dipartita di che ci lascia in tenera età e soprattutto se sono i propri figli, che vengono strappati all'affetto genitoriale.

Anna Di Principe1 novembre 2015

Il dolore di questa stupenda lirica è profondo ed inciso per sempre sul cuore e nella mente. Purtroppo la falce della morte miete vittime senza tener conto della giovane età...è disumano, certamente, assistere alla morte di un figlio, che dall'altrove potrà dare un po' di sollievo ai genitori e concedere loro una serena convivenza con una ferita così profonda.