Abiurando il mio Dio
Pagine su pagine
di sigle e sottolineature,
migliaia d’ore d’apnea
cercate per fuggire
la fatica di pensare,
la paura di capire.
Malinconie d’autunno
e grigie ugge d’inverno
per illudermi di vedere
l’arrivo della primavera
nel sole che sfiorava
la pelle sua sincera.
Poi fu presto il nulla
del niente di già prima
e abiurando il mio Dio
ripresi a salire
le scale della follia
per tentar di morire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!