Vagito d'anima
E cosi venni da voi,
quando la mia notte cosi vuota
divenne insopportabile.
Voi, derelitti, esclusi, condannati,
crocefissi prima dalla propria coscienza
e poi da un Dio degli uomini
che non conosce il perdono.
Non fui accolto
perché accoglienza non c'è
nel mondo della solitudine,
non giudicato
dove il giudizio è vergogna,
dove il cuore non esiste
e le mani, le mani sono fredde.
Ricevetti carezze però
sorrisi notturni,
gentilezze oscure e dolci.
Intravidi un uomo
che camminava lento,
fra i chiaroscuri della mente,
forse solo un ombra
che mi somigliava
e così nacqui.
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