Mancato risveglio
Gianpiero De Tomi
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Raccogli una manciata di sassi
e gettali nel lago.
L'onda dei cerchi, costeggia il pensiero
mentre questa strana Pasqua, è giunta
silenziosa e suadente come
la pioggia primaverile.
Ma senza altro avvertimento
gocce, di cristallizzate lacrime
sulle schiene distratte ed inermi
e corvi che gridano senza tregua
ad un cielo, di pentecostali speranze
- un ondeggiante, nera platea -
giocose arie di musiche
dimenticate nel tempo
ondeggiano impalpabili
e scendono nella mia anima
libera da un corpo, perdonato
da un sonno senza sogni.
Requiem per l'amore quest'oggi
ho lasciato cadere l'orlo sdrucito
dell'impavida veste ricamata
e circondato, di nere candele
l'altare di gotiche sembianze.
E forse è meglio così:
la fuga sul tavolo da gioco
- nel colore della magia -
inseguito dagli Dei annoiati.
Poi il freddo sulla faccia
l'ansia della presenza
nelle mattine dolorose
crude parole sulle labbra.
E' soltanto un guscio
sporco di cenere
il corpo triste e segnato
di un mancato risveglio.
©
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Gianpiero De Tomi
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