Gli occhi del Simeto
Piove. Adombrano stille colme di pruina
Le campanule, sotto l'egida del castagno:
Il Simeto fluisce in onde flacide e tranquille,
Dove muoiono fratte foglie ormai faticate
Dagli anni ancora un lungo grido
In questa terra selvaggia. Ma silenziose
Non verserete sangue, il tenace
Vigore che v'attecchiva – controvento -
Ai verdi rami (avess'io questo gaudio!).
Da lei affrancato – il possente pensiero -
Non è sopirsi sul sogno, sfrondando:
Avete amato. Per me, sospiro – nichts!
(Da me schivo, a riccio - ebbro
Di cure offerte e d'una dolcezza morta).
Le nubi su un etere che sarà
Sereno – queste pesanti lacrime, aride
Sul fango che bolle: mai Speranza
Laddove il canto sia di un volto deturpato.
Ma Tu insegna: quei sassi rogano il trasporto
Lungo il fiume e le bestie e le piante ristorano.
Un passo e spavento nudo sul guado:
È tempesta che m'avvolge ingenerata!
Sull'acqua fosca, appari tu Martina,
Le tue esili pupille e dolci. E frango in te
In un tempo infinito, per infiniti momenti
D'amorosa accondiscendenza – c'est la folie.
Siamo Spirito nella Natura. Non c'è eco di corpi
Che risuoni intorno. Qui t'amerò per sempre.
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L'autore
Antonino R Giuffré
Nato nel 1988 ad Acireale in provincia di Catania, dove tuttora risiede, da una famiglia di modeste origini. L’ambiente ristretto e parassitario del suo paese determinano già in giovanissima età le inflessioni pessimistiche del suo pensiero, che trova ampia eco nell’elaborazione dei suoi scritti, in poesia come in pros
Commenti (1)
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giuseppe gianpaolo casarini7 aprile 2012
Piacevole e dolce lirica d'amore che scorre attraverso belle ed evocative immagini create da versi ben strutturati di quartine... scomposta l'ultima in uno e tre versi da dove emerge delicata la dedica amorosa. segnalo e fiocco