Quella volta
angelo cora
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così quella volta
ci amammo
da sguardo ardito corrotti
sorpresi tra il giorno e la notte
baci strappati alle bocche
tra gente da vita distratta
carezze lasciate di fretta e qualche parola
da gesti affrettati, interrotta
*
in piedi, dal vespro già scuro travolti
giovani corpi assetati, d’ ardita premura carpiti
giochi golosi proibiti, avvolti da ombre stordite
un bacio ad accender la voglia, un viaggio senza
ritorno, un uragano in amore, una furiosa tempesta
*
ormoni dissennati, mani curiose sbucciare, quel frutto da bere
tutto in sola sorsata, cuore che balza in gola
pudore che nasce poi fugge, lasciando al derma l’ aroma
denso il sottile piacere, raggio di sole nell’ oscuro abisso del mare
bocca che addenta la mela
stella nel buio cadere, dolce sapore di miele
*
più di un qualcosa incompreso che lascia sapore poi vola
più d’ un treno veloce in arrivo, che la stazione consola
quasi tornado improvviso ch’ arriva da nuvola scura
saziando di gocce l’ arsura del suolo
lasciando il piacere inciso
su giovane pelle in amore
da voglia audace
sorpresa
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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