Ora

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (5)
non amo molto Turner e gli inglesi del suo tempo (intendo i pittori) ma la tua poesia è delicata, una carezza e mi piace molto. La sento soprattutto nella chiusa. complimenti
Poesia che anela a un senso di libertà che ognuno può conquistare soprattutto in momenti di solitudine. Ci si riconosce immedesmati nei versi. Scritta benissimo, la chiusa è super!
un testo molto amaro, una presa d'autocoscienza introspettiva di pregevole fattura, scava molto in profondità, negli angoli remoti di se stessi... dove l'inevitabie è solitudine
profonda ed intensa introspezione... versi amari e malinconici scritti con il cuore in mano... apprezzatissima
Sola. perché soli si nasce e soli si muore, perché soli si realizza e soli possiamo imparare, ed amarci, per poi condividere con le anime con le quali scegliamo di interagire, ma non è quel sola che colpisce ma questo racconto di un inizio stagione senza calore, di radici spezzate, di dolori ingoiati ed amarezze buttate giù, di quella fanciulla che non voleva volare e si attaccava alle caviglia delle presunte certezze con il cuore in gola, di quella donna che le quelle certezze probabilmente effimere le ha spazzate via, anche con il dolore ed ora giù proprio non ci vuole tornare. E perché dovrebbe? Sublime poesia nella quale ci si perde come in un labirinto dalle mille porte, ognuna un pensiero





