Piange Venezia

Non è così dolce Venezia quando il vento squassa le onde.
Prepotente il mare v'irrompe e il libeccio impietoso ne
sferza le mura.
Soffre Venezia le sue piaghe murate che il sale le ha inferto.
Il viso sconvolto, le vesti strappate, in ginocchio nel fango
implora pietà.
Oh se mi strazia regina il tuo pianto stanco sommesso lamento
che per vuote calli e fredde si perde!
Ma quando all'alba placata è la tempesta, sul ritmo uguale
dell'onde ritrovi le tue forme e il cielo fresco di colore si fa
nuovo spettacolo di luce che il sorriso ti ridona.
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L'autore
giovanni bagnariol
Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or
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