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Natura 6 aprile 2012 · lettura 1 min · 6282 letture

Celebrandomi

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Stanco come il giunco che piegato dai venti volge il capo al suolo disegno eterei cerchi di fumo nella nebbia avvolgendo quel ristagno d’acqua morta ove ricusai indottrinamento e fede Tediato dal cicaleccio frivolo d’ignavi ranidi volgo il passo verso ignoti ludi misconoscendo il gorgheggiare dell’usignolo e il lieve sussurrare di fronde nel natale verziere Camuso dal debito lacero la lurida sargia dell’appartenenza mostrandomi riottoso e indomito nell’ariosa imperfezione sguainata al biasimo del pubblico pagante Sgravato dall’addebito e adiaforo all’altrui maldicenza m’incammino brado verso l’egotismo scapicollandomi lungo vagheggiate colline di bisogno pago Celebrandomi
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L’opera raffigurata è di Egon Schiele

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (4)

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EnzoL7 aprile 2012

un testo che ho riletto con attenzione svariate volte, vuoi per la tecnica raffinata dell'autore che con parole molto ricercate ha disegnato in questa lirica un arco amaro, un introspezione che volge l'attore verso nuovi lidi, ormai stanco come il giunco piegato dal vento... perché di veder meschino, piccolezze e bassezze a un certo punto si è stanchi; mi colpisce come nella chiusa il dissociarsi dalle 'cialtronerie' sgravi sulla coscienza attraverso la distanza, rendendo più lieve impronta dei propri passi ... lungo il sentiero un Opera del Tonioni che fa fede alla sua Firma a me cara . Neveriana e assolutamente pregna di cultura oltre che di Grande cuore Foglia rossa, sì... ma io ci metterei anche un lauro dorato, a fianco

Annamaria Barone20 aprile 2012

e celebrandomi, rinasco alla consapevolezza del mio valore, del mio indomito coraggio, della follia di cui son tacciato, della libertà di cui mi forgio, perché questi sono i compagni di cui voglio circondarmi, per camminare negli astrusi sentieri della vita, perché spesso o quasi mai non comprendiamo il "disegno" nel quale siamo inchiodati, ma ci ribelliamo a chi ci vorrebbe piegati a guardare per terra invece di alzare lo sguardo verso il cielo, respirare forte e riprendere i passi con sguardo fiero! Un urlo di ribellione di bellezza profonda, echeggia e vibra ed irrompe ad urlare il tuo nome.

forse è proprio grazie alla Poesia che ci si scopre, ci si inventa, ci si mette in gioco ...ci si ama. Nonostante tutto, nonostante le avversità, il dolore, s'impara a comprendere il nostro essere, e ad affrontare con dignità il disegno della vita, colmandolo di mille sfumature. Versi di eleganza e autenticità che toccano profondamente

mario calzolaro8 maggio 2016

bello ritrovare lo stile del Tonioni, forte, incisivo suggestivo. Così, leggere e rileggere i suoi componimenti è far del bene allo Spirito!