Perdere tutto

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e quante buche e quanti sassi sull'asfalto... quante cadute, ma sempre pronti a rialzarsi, finché non lo potremo più fare, ma non per nostra volontà, splendidamente originale, segnalo e conservo... il minimo...
Gran bella riflessione... forti immagini create da scorrevoli versi... tentare o non tentare la sorte? " Quando si parte il gioco della zara colui che perde si riman dolente" (Dante) ma qui la sfida sulla strada della vita e di come vincere le insidie di cui è lastricata non è di giocarla con altri... non con i dadi ... ma con sè stessi... bravo... segnalo e fiocco
Non si può giocare tutto con i dadi... bisogna che la vita abbia un senso... Questo poeta supera la dimensione dell'interrogativo e tesse un sottile intreccio di psicologia immediata consentendo una lettura della poesia a più livelli, stratificata...
indubbiamente è cosa seria la vita, così seria che fino all'ultimo respiro abbiamo ancora il libero arbitrio di scegliere, ed anche nelle peggiori condizioni immaginabili, possiamo scegliere da che parte stare, scegliere cosa per noi vale la pena difendere, in questa esistenza, oppure se vendere l'anima al diavolo... trovo questa lirica permeata d'una sconfitta che non può essere finale, fintanto che c'è vita, per cui io l'avrei messa in riflessioni, mio personalissimo parere... perché anche quando si perde tutto, se abbiamo ancora la vita, abbiamo ancora tutto ciò per cui vale vivere e credere
Proprio così, giocarsi a dadi la sorte non serve, anzi è un modo stupido di affrontare la vita, che invece va soppesata e affrontata a viso aperto ogni giorno, in ogni momento come tutte le cose preziose. Colgo in questa lirica un forte senso di sconfitta, forse dovuto ad un grande dolore.
Scanzando buche e sassi, la vita ci misura nel coraggio e non si può dare colpa al fato attribuendo ad esso le sconfitte, poiché la vita come dice l'autore, è cosa seria e bisogna affrontarla a viso aperto




