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Morte 7 aprile 2012 · lettura 1 min · 1377 letture

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Ognuno, con i dadi rosso scarlatto soffia l'anima nell'incavo delle mani raccolte tenta la sorte, getta i doppi davanti bui tunnel, ai bivi, ci si pongono domande sulle umane miserie al destino si affidano  le risposte. Ognuno, nell'asfaltato percorso misura ogni passo incerto nei nuovi tracciati sicuro scansa le buche ed i sassi. Sulla sponda d'un fiume d'oro ho tratto anch'io i doppi cubi tento la sorte  al  duplice numero m'affido. "Alea iacta est" avversa sorte ho trovato, non vado oltre torno indietro nel guscio rintanato. Sono un giocatore a viso aperto la vita  ho affrontato, è cosa seria la storia, non ce se la gioca tutta con i dadi.
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Paolo Morganti
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Commenti (6)

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Emanuele Martina7 aprile 2012

e quante buche e quanti sassi sull'asfalto... quante cadute, ma sempre pronti a rialzarsi, finché non lo potremo più fare, ma non per nostra volontà, splendidamente originale, segnalo e conservo... il minimo...

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Gran bella riflessione... forti immagini create da scorrevoli versi... tentare o non tentare la sorte? " Quando si parte il gioco della zara colui che perde si riman dolente" (Dante) ma qui la sfida sulla strada della vita e di come vincere le insidie di cui è lastricata non è di giocarla con altri... non con i dadi ... ma con sè stessi... bravo... segnalo e fiocco

Sara Acireale7 aprile 2012

Non si può giocare tutto con i dadi... bisogna che la vita abbia un senso... Questo poeta supera la dimensione dell'interrogativo e tesse un sottile intreccio di psicologia immediata consentendo una lettura della poesia a più livelli, stratificata...

Angela Fragiacomo7 aprile 2012

indubbiamente è cosa seria la vita, così seria che fino all'ultimo respiro abbiamo ancora il libero arbitrio di scegliere, ed anche nelle peggiori condizioni immaginabili, possiamo scegliere da che parte stare, scegliere cosa per noi vale la pena difendere, in questa esistenza, oppure se vendere l'anima al diavolo... trovo questa lirica permeata d'una sconfitta che non può essere finale, fintanto che c'è vita, per cui io l'avrei messa in riflessioni, mio personalissimo parere... perché anche quando si perde tutto, se abbiamo ancora la vita, abbiamo ancora tutto ciò per cui vale vivere e credere

Fiammetta Campione7 aprile 2012

Proprio così, giocarsi a dadi la sorte non serve, anzi è un modo stupido di affrontare la vita, che invece va soppesata e affrontata a viso aperto ogni giorno, in ogni momento come tutte le cose preziose. Colgo in questa lirica un forte senso di sconfitta, forse dovuto ad un grande dolore.

Pierangela Fleri7 aprile 2012

Scanzando buche e sassi, la vita ci misura nel coraggio e non si può dare colpa al fato attribuendo ad esso le sconfitte, poiché la vita come dice l'autore, è cosa seria e bisogna affrontarla a viso aperto