Attesa e pianto
L’acerba foglia un lontano tempo
dal materno ramo cadde: piansi,
poi dal tronco della vita il paterno
vetusto ramo dalla folgore colpito
quel dì di dolore amaro piansi,
ora solo rimasto, povera foglia
vecchia dal primigenio secco
ramo dalla grandine del tempo
distrutto e nella caduta rovinosa
sua dal materno amor suo protetto,
solo nel pianto attendo quel refolo... di vento.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (4)
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Citarei Loretta Margherita8 aprile 2012
un dolce pensiero alle persone che si è molto amato molto intensa
Berta Biagini9 aprile 2012
Molto fa pensare quel refolo di vento – un traguardo che molto spesso desideriamo per ricongiungerci con chi un tempo abbiamo amato. Sentitissima e condivisa.
P
Paolo Morganti9 aprile 2012
Bellissimo il ricordo dei Cari nell'accorata lirica il poeta usa la metafora dell'albero del suo ramo e della sua foglia . L'albero i rami la chioma La caduta di una foglia in ramo spezzato sono perdite Il refolo è come carezza da accogliere dolcemente.
P
Paolo Morganti9 aprile 2012
