Baciar dita alle ciglia
Giorgia Spurio
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E la luna spalanca le braccia
nel vuoto di un cielo
si lancia, come latrato, richiamo di sirene
in mare.
Lasciando luce al buio,
e spegnendosi
come i tuoi occhi sul mio letto.
Ti ho apprezzato...
E nel mondo infranto
come pioggia,
sotto le lacrime, le tue,
e una gabbia di vetro e lamiera,
la tua auto, bianca,
sentirti urlare le pene del tuo amore.
Ti stringo...
Sai che il sole non è mai alto,
su, più delle nuvole c’è la notte,
e che tra le mie braccia
piangerai la sua assenza.
Ti ho amato, come sorella,
al mio destino legato
al frammento di uno specchio,
di un rossore che ricopre le candele
e le ombre.
Ti amo...
Come grandine che si posa leggera
in trasformazione, senza vendetta
né distruzione, diventar ali di neve,
e cader come utopia
che accompagna chimere
mano per la mano
tra i gironi del Sonno.
Morfeo urla,
incatenato al silenzio dei suoi fantasmi,
ogni alba ritorna alla madre,
e addio deve pronunciare
alle sue spose.
Ed io... non ti ho che baciato
le ciglia,
per poter estrapolare incubi,
e in muto candore
stringerti le dita.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli16 aprile 2012
versi d'amore ben scritti e scorrevoli... Poesia che accarezza il cuore del lettore... piaciuta ed apprezzata

