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Generazione trovata in mutande
nella solitudine di sei tappi di bottiglie rosse.
Denti bianchi conficcati nel muscolo vibrante
trabordante di vite umane.
Ho votato princìpi diabolici
per distendermi nelle savane distanti.
Pisciando di rivolte
hai spento un fiume di frammenti
baldanzosi e ballerini.
Vitami ancora un po'
per favore.
Un triangolo di pazze genuflessioni
sulla bianca tratteggiata
che mi conduce nella putrida cupola dionisiaca.
Indossi ancora giacche militari!
e tripudianti tattiche di morte.
Scopami in terra!
Polverose dinamiche brioches colme di sperma
mi disgustano la spavalderia.
Cinturàti gli istinti
sodomizzo le anime cestinate.
Scrivo ancora lettere d'amore
sul fondo della botte nervosa.
Deltaplani in festa
volano dai miei occhi ai vostri.
chiuso nello spazio di un portafogli
sbandiero cartacce dementi
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Commenti (1)
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jeremy13 gennaio 2007
le tue poesie sono... maledette... pozzi di luce nera dove i tuoi versi rimbombano come macigni... roba d’altri tempi... tosto.