Capire l'arte

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Sentire fa quasi sempre male, però nel contempo fa vivere. Ripensandoci non si può dire tanto -ognuno deve decidere (cosa fare su questo)- come mi è venuto di pensare all'inizio, come se fosse una decisione da prendere e poi si fa, perché ogni ora, ogni momento si deve decidere su questo, ho l'impressione sia una continua svolta che la vita ti mette davanti, c'è sempre da faticare. E' una poesia bellissima... tanto che l'ho messa nel segnalibro, la trovo poeticamente perfetta anche se certi versi sono un po' forti, nel senso di carnali, per me (non è affatto una critica, solo un pensiero che ogni tanto finisce nei miei commenti). Anche se non ci sono assonanze, la musicalità è presente, era nel pensiero che l'ha generata credo
Siamo immersi nel sentire, ci sguazziamo dentro, ci rotoliamo nel sentire. A volte ci comanda persino i gesti, addirittura i pensieri. C'è un sentire di fondo, come un ronzìo assuefatto ai sensi. Poi, improvviso, c'è il sentire che li sconvolge e tutto diventa un camminare... per incantesimi d'argento e nuvole. Come qui, fra queste righe.

