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Riflessioni 10 aprile 2012 · lettura 1 min · 1001 letture

Capire l'arte

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Sentire magari e in quel sentire Tremare. Finire incapace come un chiodo che non chiude il mondo e in quest'attrito Tramare. Girare l'occhio capovolto essere talpa impronta sabbia rabbia e pazienza Scollare l’infinito morire da tutte le angolazioni della carne Resistere quel tanto per godere intero un attimo di finimondo Essere l'urto e lo spasimo l’angolo unico e molteplice la fine follia Ecco l’Arte: l’incrinatura esatta del tempo l'eterno dolore il peso perfetto della bellezza.
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Mi persuade l'idea che il testo (come ogni testo che abbia ambizioni poetiche) abbia una sua musicalità innata così preponderante da non richiedere affatto un contributo aggiuntivo. Se l'ho fatto, è perché riconosco in questo brano di Zorn un'impostazione poetica molto vicina alle note che mi hanno ispirato. L'ideale (per me) sarebbe ascoltare il brano solo dopo aver letto il testo (col rischio d'incontrare, forse, qualche corda della mia anima). A Sanzi, che ringrazio profondamente, voglio ricordare (ma lei già lo sa) che sentire fa quasi sempre bene.

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (2)

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S
Sanzi10 aprile 2012

Sentire fa quasi sempre male, però nel contempo fa vivere. Ripensandoci non si può dire tanto -ognuno deve decidere (cosa fare su questo)- come mi è venuto di pensare all'inizio, come se fosse una decisione da prendere e poi si fa, perché ogni ora, ogni momento si deve decidere su questo, ho l'impressione sia una continua svolta che la vita ti mette davanti, c'è sempre da faticare. E' una poesia bellissima... tanto che l'ho messa nel segnalibro, la trovo poeticamente perfetta anche se certi versi sono un po' forti, nel senso di carnali, per me (non è affatto una critica, solo un pensiero che ogni tanto finisce nei miei commenti). Anche se non ci sono assonanze, la musicalità è presente, era nel pensiero che l'ha generata credo

Siamo immersi nel sentire, ci sguazziamo dentro, ci rotoliamo nel sentire. A volte ci comanda persino i gesti, addirittura i pensieri. C'è un sentire di fondo, come un ronzìo assuefatto ai sensi. Poi, improvviso, c'è il sentire che li sconvolge e tutto diventa un camminare... per incantesimi d'argento e nuvole. Come qui, fra queste righe.